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Lombardia l.r. 6-2015 Disciplina regionale dei servizi di polizia locale e promozione di politiche integrate di sicurezza urbana.pdf [ 53KB - pdf ] Liguria l.r. 31-2008 Disciplina in materia di polizia locale.pdf [ 71KB - pdf ] Liguria l.r. 28-2004 Interventi regionali per la promozione di sistemi integrati di sicurezza.pdf [ 71KB - pdf ] Emilia Romagna l.r. 24-2003 Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza.pdf [ 121KB - pdf ] Scheda introduttiva sulla proposta di riforma in materia di polizia locale [ 114KB - pdf ] Toscana, l.r. 12-2006 Norme in materia di polizia comunale e provinciale.pdf [ 63KB - pdf ] Toscana lr 38-2001 Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza urbana.pdf [ 30KB - pdf ] Legge regionale n. 11 del 19.02.2020.pdf [ 163KB - pdf ]
D.L. 14-2017 Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città.pdf [ 159KB - pdf ] L. 65-1986 Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale.pdf [ 11KB - pdf ]
Infografiche degli investimenti della regione Toscana in interventi di sicurezza integrata [ 446KB - pdf ]
Regione Toscana e Università toscane - Abstract delle tesi del Master in Coordinamento delle Politiche per la sicurezza urbana a.a. 2009-2010.pdf [ 664KB - pdf ] Codice europeo di etica per la polizia, Raccomandazione (2001) 10 Adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.pdf [ 519KB - pdf ] Politecnico di Milano - IAU ile de France - Regione Emilia-Romagna, Manuale di Pianificazione - Disegno urbano - gestione degli spazi per la sicurezza, 2007.pdf [ 9,4MB - pdf ] Cittalia - Fondazione ANCI ricerche, Per una città sicura - dalle ordinanze agli strumenti di pianificazione e regolamentazione della convivenza cittadina, 2012.pdf [ 1,8MB - pdf ] Dalla (in)Sicurezza dei Luoghi alla Sicurezza dei Legami Atti della Conferenza Internazionale Mantova 2015.pdf [ 1,1MB - pdf ] Le nuove sfide della sicurezza urbana [ 312KB - pdf ]

La nuova legge Toscana in materia di sicurezza integrata e polizia locale

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)
Con la legge regionale 19 febbraio 2020 n. 11, "Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale. Modifiche alla l.r.22/2015" la Regione Toscana ha profondamente rinnovato la propria normativa in materia di sicurezza e di polizia locale, aggiornandola alla luce degli esiti normativi nazionali e adeguandola alle problematiche degli odierni scenari urbani.

Regione Toscana

Legge regionale 19 febbraio 2020, n. 11

Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale. Modifiche alla l.r. 22/2015.

Introduzione

La legge regionale 19 febbraio 2020, n. 11"Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale" costituisce il punto di arrivo di un processo di definizione di una "via toscana" ai temi della sicurezza. Il tema della sicurezza è spesso al centro del dibattito pubblico, anche a prescindere dai dati quantitativi sui reati, costantemente in calo da qualche anno. Il senso di fragilità e di maggiore esposizione all'insicurezza, collegato all'impoverimento delle condizioni di vita determinato dalla crisi economica, ma anche ad una minor coesione delle comunità locali, ha reso necessario un lavoro di identificazione delle cause di tale insicurezza e di quali possono essere i rimedi da porre in essere per affrontarle.

Il percorso intrapreso dalla Regione Toscana ha sempre assunto come principio di base la convinzione che le politiche di sicurezza debbano necessariamente caratterizzarsi come politiche integrate e tener conto di più dimensioni: il controllo del territorio, la prevenzione della criminalità, la qualità dello spazio urbano ma anche il presidio sociale, culturale e commerciale.

Il percorso ha portato, nell'autunno del 2018, all' adozione del "Libro Bianco sulle Politiche Regionali di Sicurezza Urbana", realizzato in collaborazione con Anci Toscana, documento che contiene le linee guida utili a indirizzare le politiche degli enti locali in materia di sicurezza; la presente legge, infine, rappresenta la cornice normativa regionale che racchiude la sintesi dei principi e dei valori che debbono caratterizzare l' approccio integrato alle politiche di sicurezza.

Dagli anni 2000 ad oggi

Le politiche della Regione Toscana si sono indirizzate in questo senso fin dagli inizi degli anni 2000, quando a seguito del varo del progetto speciale "Una Toscana più sicura" fu adottata la legge regionale n. 38 del 16.08.2001 "Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana", che inquadra la materia in un'ottica di integrazione e coordinamento tra competenze statali e regionali. In attuazione di quanto previsto dalla citata legge, la Regione ha promosso interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle comunità locali in un contesto di governance istituzionale costituito da una rete di soggetti che, ciascuno per la propria competenza, operano nell'ottica della sicurezza integrata.

Tra questi soggetti un ruolo di rilievo è svolto dalle polizie degli enti locali - comuni e province – chiamate a rispondere alla domanda di sicurezza che non si caratterizza solo in termini di ordine e sicurezza pubblica. Nell'ambito delle proprie politiche di sicurezza, la Regione Toscana si è occupata di questi operatori provvedendo a promuoverne e sostenerne la formazione e l'aggiornamento professionale ed emanando nel 2006, a rinnovamento della precedente disciplina risalente al 1989, la legge regionale n. 12 del 06.04.2006 "Norme in materia di polizia comunale e provinciale".

Nel frattempo, la tematica della sicurezza nella sua specifica accezione "urbana" ha acquistato un profilo di risalto sempre maggiore alla luce dei significativi cambiamenti che hanno interessato la complessa vita delle città e le problematiche, talvolta rilevanti, di convivenza sociale che vi si riscontrano; il legislatore nazionale è interventuo più volte in merito (decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica" (c.d. "pacchetto sicurezza"); decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” (c.d. Decreto Minniti), cui hanno fatto seguito le Linee generali per le politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata, sottoscritte in sede di Conferenza unificata nel gennaio 2018.

I citati sviluppi normativi, unitamente al mutare e al complicarsi degli scenari urbani con cui gli amministratori locali devono quotidianamente confrontarsi, hanno inciso in modo significativo sulle politiche pubbliche in materia di sicurezza, con importanti ricadute sulle autonomie locali e, in particolare, sull'attività delle polizie locali.

Tratti salienti della Legge regionale 19 febbraio 2020, n. 11

Pertanto, anche in relazione ai richiamati esiti legislativi, si è reputato necessario aggiornare la normativa regionale in materia di sicurezza e di polizia locale, adeguandola all'attuale contesto sociale e alle problematiche degli odierni scenari urbani.

La nuova legge toscana prevede la trattazione unitaria di quanto in precedenza separatamente disciplinato dalle leggi regionali n. 38/2001 "Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana" e n. 12/2006 "Norme in materia di polizia comunale e provinciale", al fine di conferire alla materia nel suo complesso una rinnovata cornice di omogeneità e coerenza, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza in relazione ai rapporti con gli enti locali, protagonisti delle politiche locali di sicurezza e dell’indirizzo e dell’azione delle rispettive strutture di polizia.

La legge regionale affronta, in sintesi, tre macrotematiche:

  • politiche di sicurezza riferite allo sviluppo dell'ordinata e civile convivenza della comunità regionale.

  • organizzazione e svolgimento delle funzioni di polizia locale

  • vivibilità delle città e fenomeni di degrado urbano - normativa quadro per i regolamenti degli enti locali.


Questi gli elementi di maggior rilievo della legge in ambito di politiche di sicurezza:

AZIONI INTEGRATE

Le politiche regionali sulla sicurezza, in coerenza con i principi del Libro Bianco, si attuano mediante azioni integrate che combinano interventi di natura preventiva, sanzionatori ed interventi che favoriscono la creazione di spazi urbani vivibili e di attività sociali e culturali tese a rafforzare la coesione delle comunità locali ed i legami tra i cittadini e gli spazi pubblici in cui vivono.

SICUREZZA INTEGRATA E URBANA

La Regione sviluppa le politiche della sicurezza in coerenza con il principio di sicurezza integrata in virtù del quale la sicurezza risulta dall'insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome e dagli enti locali nonché da altri soggetti istituzionali, finalizzati a concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali. In tale contesto la Regione tutela altresì la sicurezza urbana, definita come il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione, anche urbanistica, sociale e culturale, recupero delle aree o siti degradati, l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione.

ACCORDI E INTESE

La legge regionale innova la materia degli accordi e delle intese con gli organi dello stato e con gli enti locali, strumento fondamentale di realizzazione della sicurezza urbana integrata.

INTERVENTI FINANZIATI DALLA REGIONE

La Regione sostiene gli enti locali sul tema della sicurezza finanziando in particolare alcune tipologie di interventi, quali:

a) il rafforzamento della prevenzione sociale nei confronti delle aree e dei soggetti a rischio di esposizione ad attività criminose;

b) il rafforzamento della vigilanza e della presenza sul territorio degli operatori addetti alla prevenzione sociale e alla sicurezza

c) l'attivazione di strumenti tecnici specifici per la sorveglianza degli spazi pubblici

d) il potenziamento della polizia locale e la sua integrazione con le forze di polizia

e) lo sviluppo delle attività di prevenzione e di mediazione dei conflitti sociali e culturali e delle attività di reinserimento sociale;

f) la prevenzione e la riduzione dei danni derivanti da atti incivili;

g) l'assistenza e l'aiuto alle vittime dei reati

h) progetti di sicurezza partecipata

i) la riqualificazione e la manutenzione straordinaria dello spazio urbano;

l) la rivitalizzazione degli spazi commerciali intesa come strumento di sorveglianza naturale della città;

m) l’illuminazione e le tecnologie per la sorveglianza;

n) l’animazione dello spazio pubblico;

o) l’integrazione sociale e il contrasto delle discriminazioni.

PROGETTI SPECIALI

La legge prevede la possibilità di finanziare progetti speciali ovvero promossi dalla Regione al fine di rafforzare la prevenzione sociale in aree del territorio regionale caratterizzate da particolari situazioni di degrado socio economico, tenuto conto dell'indice di delittuosità del relativo territorio provinciale o comunale o del verificarsi di particolari eventi di conflitto sociale ovvero di rilevante esposizione ad attività criminose. Per l’attivazione dei progetti speciali e di controllo di vicinato viene riconosciuto un privilegio per le aree individuate dal comune ai sensi dell’articolo 110 del codice regionale del commercio.

SICUREZZA PARTECIPATA

La legge riconosce il ruolo che le comunità locali attive, coese, inclusive e solidali hanno per la sicurezza dei territori - promozione di iniziative di sicurezza partecipata realizzate tramite i gruppi di vicinato, gli assistenti civici o i gruppi di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla convivenza, il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti, l’integrazione e l’inclusione sociale.

FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA INTEGRATA

La Regione, dando seguito ad uno dei punti del Libro Bianco, assume il ruolo di promotrice di interventi formativi in materia di sicurezza integrata rivolti agli enti locali ed orientati in particolare alla creazione di figure di coordinamento di gruppi intersettoriali e multidisciplinari di lavoro, per favorire l’individuazione di soggetti responsabili della gestione delle politiche integrate di sicurezza urbana all’interno degli enti locali. Gli interventi favoriscono un approccio multidimensionale al concetto di sicurezza.

LINEE GUIDA IN MATERIA DI SICUREZZA

Ispirandosi al modello realizzato attraverso il Libro Bianco, la legge prevede la possibilità che la giunta adotti linee guida in materia di sicurezza quali strumenti di supporto ai comuni nell’identificazione di azioni che possono influenzare positivamente le politiche di sicurezza urbana oltre che indicazioni utili per gli uffici regionali.

CONFERENZA REGIONALE SULLA SICUREZZA URBANA INTEGRATA

Per sviluppare le intese politiche, aggiornare le linee guida e trattare i temi inerenti la sicurezza integrata, la legge prevede una conferenza presieduta dall'assessore alla sicurezza e composta dai sindaci dei comuni capoluogo e dai presidenti della Conferenza zonale dei sindaci.


Questi gli elementi di maggior rilievo della legge in ambito di polizia locale:

PRIVILEGIO DEI MODULI DI POLIZIA DI PROSSIMITÀ

Le strutture di polizia locale adottano prioritariamente moduli operativi di comunità mediante i quali il comune si avvicina ai cittadini, li incontra e li ascolta, rovesciando il rapporto tradizionale con le istituzioni. Questo avviene mediante attività di rilevazione e interpretazione dei problemi del territorio di riferimento, l'utilizzo di sensibilità e competenze comunicative nella relazione con i cittadini e nella gestione dei conflitti, la stretta relazione con le associazioni locali e la rete di servizi pubblici.

RAPPORTI CON VOLONTARIATO

Gli enti locali possono stipulare convenzioni con le associazioni di volontariato per realizzare collaborazioni tra queste ultime e le strutture di polizia locale rivolte a favorire l'educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità e alla mediazione sociale.

INCENTIVAZIONE DELLA GESTIONE ASSOCIATA DI POLIZIA MUNICIPALE

La legge contiene una dettagliata disciplina sull'esercizio associato delle funzioni di polizia municipale mediante unione di comuni o mediante convenzione; la ratio sottesa a questa previsione è che siano maggiormente funzionali gli assetti di uffici associati piuttosto che strutture di piccola e piccolissima dimensione.

NUCLEI SPECIALIZZATI

La Regione promuove e sostiene, in collaborazione con gli enti locali, la formazione specialistica di alcuni addetti o di alcuni corpi di polizia locale, al fine della formazione di nuclei specializzati che siano a disposizione di tutta la Regione, per specifiche materie fra le quali, a titolo esemplificativo, la sicurezza urbana, la vigilanza e controllo in materia edilizia, la vigilanza e controllo sul commercio, la tutela ambientale-ecologica, l’infortunistica stradale. La creazione di tali nuclei consente di mettere a disposizione dei comuni che ne siano sprovvisti le specifiche competenze presenti presso i comandi di maggiori dimensioni e con una organizzazione più articolata.

FORMAZIONE DELLA POLIZIA LOCALE

La Regione finanzia, mediante la Fondazione Scuola Interregionale di Polizia Locale, la formazione e dell'aggiornamento della polizia locale, con particolare riguardo alla prima formazione (formazione dei neo assunti)

CONFERENZA TECNICA REGIONALE SULLA POLIZIA LOCALE

Viene istituita la conferenza tecnica per rappresentare i comandi di polizia locali e fornire consulenza e proposte alla Giunta per le tematiche e problematiche in materia di polizia locale. Si tratta di un organismo mediante il quale la polizia locale partecipa alla formazione delle politiche di sicurezza.

CORPI DI POLIZIA MUNICIPALE

Sono dettagliatamente disciplinate le caratteristiche e gli standard in base ai quali la struttura di polizia municipale può qualificarsi come Corpo. I criteri proposti agevolano rispetto alla vigente normativa il riconoscimento dei Corpi, che risultano la modalità più funzionale di organizzazione della polizia locale e che, se incentivati, rappresentano un sicuro miglioramento e una qualificazione ulteriore delle strutture.

CORSO CONCORSO PER L'ACCESSO ALLA POLIZIA LOCALE

E' prevista la possibilità dell'effettuazione da parte della Regione, su richiesta degli enti locali interessati, del concorso unico e del corso-concorso per il reclutamento del personale di polizia locale.

GIORNATA DELLA POLIZIA LOCALE

Viene introdotta la giornata della polizia locale, istituita dalla Giunta regionale con proprio atto


Questi gli elementi di maggior rilievo della legge in ambito di contrasto ai fenomeni di degrado:

CONTRASTO AI FENOMENI DI DEGRADO DELLE CITTA'

Questa parte della legge prevede la possibilità per la giunta di approvare Linee Guida che determinino un quadro di riferimento per i regolamenti degli enti locali che vogliano affrontare il tema del contrasto al degrado nelle varie accezioni: igiene pubblica, quiete, attività produttive, definizione delle sanzioni e previsione del lavoro volontario di interesse pubblico come alternativa alla sanzione pecuniaria.

MEDIAZIONE SOCIALE

La Regione promuove la risoluzione bonaria dei conflitti piuttosto che agire unicamente in via sanzionatoria afflittiva. I comuni possono favorire e praticare, anche in forma associata, la mediazione sociale agevolando l’integrazione, la convivenza civile e la bonaria risoluzione dei conflitti insorti nelle materie oggetto della presente legge ponendo a disposizione dei cittadini specifico servizio svolto da proprio personale, anche appartenente alla polizia municipale, ovvero avvalendosi di soggetti esterni all’amministrazione comunale. La polizia locale può procedere sia d’ufficio che su istanza di parte e nell’ambito delle proprie competenze alla bonaria risoluzione di dissidi privati nell’ambito di applicazione dei regolamenti di polizia urbana.

LAVORO VOLONTARIO DI INTERESSE PUBBLICO

La legge individua un percorso alternativo nel caso dell’applicazione delle sanzioni, con l’introduzione del c.d. “lavoro volontario di interesse pubblico”, ovvero la sostituzione del provvedimento amministrativo applicativo della sanzione con lo svolgimento di una prestazione di lavoro di pubblico interesse commisurato all’entità della sanzione pecuniaria.

I regolamenti di polizia urbana prevedono casi, tipologie e durata di lavoro volontario d’interesse pubblico, commisurata alla gravità della violazione. L’obbligato può presentare domanda di lavoro volontario d’interesse pubblico entro il termine previsto per il pagamento in misura ridotta. Il dirigente o il responsabile della struttura competente e il soggetto obbligato sottoscrivono un accordo sostitutivo dell’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria concernente la prestazione, le modalità e la durata del lavoro, da svolgere anche presso le associazioni di volontariato.

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE PER LA VIVIBILITA' E LA SICUREZZA

I comuni valutano ogni intervento che incida sull’equilibrio funzionale delle città sia per le caratteristiche fisiche della struttura urbana che per gli aspetti sociali legati alla vivibilità e alla sicurezza, identificano nelle diverse aree urbane i fattori di degrado nonché gli ambiti di miglioramento da promuovere e sostenere mediante specifiche linee di azione; tengono inoltre conto della vulnerabilità di alcune fasce di popolazione, di luoghi frequentati temporaneamente nonché della sicurezza e accessibilità dei percorsi di accesso a strutture o servizi.

PARTECIPAZIONE

Il Comune può istituire la Conferenza permanente per la vivibilità cittadina, disciplinata dal regolamento di polizia urbana, quale organismo di partecipazione dei cittadini e delle realtà associative in tema di tutela della sicurezza e contrasto al degrado.

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AZIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA

PROGETTI INNOVATIVI DI RIGENERAZIONE URBANA E PRESIDIO SOCIALE PER LA SICUREZZA INTEGRATA

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos'è?

Per intervenire sulla problematica della sicurezza urbana la Regione Toscana ha scelto di sostenere un approccio integrato che tenesse conto della complessità dei fattori che determinano l’insicurezza dei cittadini. In quest’ottica un importante ambito di azione è stato rappresentato negli anni scorsi dalla promozione dei progetti "pilota" in materia di sicurezza integrata: nella convinzione che il degrado e le illegalità non si combattono soltanto con la videosorveglianza (uno strumento sicuramente utile, ma che non può diventare l'unica risposta fornita alla richiesta di maggior sicurezza avanzata dai cittadini), la Regione Toscana ha promosso e finanziato direttamente progetti speciali, a contenuto sperimentale, attinenti non tanto il presidio e il controllo del territorio, ma la rigenerazione e la riqualificazione dei quartieri degradati, allo scopo di restituirli alla fruizione attiva da parte della cittadinanza, cercando così da un lato di ridurre il rischio di esposizione di specifiche aree cittadine ai fenomeni di degrado e criminalità, dall'altro di limitare  il senso crescente di insicurezza percepito dai cittadini. Dalla fine del 2016 ad oggi, sono stati finanziati dodici progetti "pilota" in materia di sicurezza integrata nelle città in cui si sono evidenziati particolari problemi di sicurezza, per un totale di 1.096.620,00 euro. L'insieme delle sperimentazioni territoriali messe in campo è raccolta in una serie di schede di sintesi delle buone pratiche e un'esempio di dettaglio è il progetto Pop House realizzato nel Comune di Prato

I risultati delle sperimentazioni sono stati presi a modello per un apposito Avviso Pubblico che ha permesso, sul finire del 2019, il finanziamento di 22 progetti di rigenerazione urbana, finanziati con un totale di oltre 700.000,00 euro. 

Come funziona?

I 22 progetti finanziati sono fortemente incentrati sulla prevenzione dei fenomeni che possono ingenerare senso di insicurezza dei cittadini e se non opportunamente affrontati, esporre intere aree urbane al rischio criminalità. Progetti che affrontano le problematiche giovanili, lo spopolamento dei centri storici, il degrado di determinate aree, la fruizione degli spazi pubblici, e che spesso vedono il coinvolgimento attivo di tutte quelle realtà territoriali – volontariato, cooperative sociali, società sportive, associazioni culturali – che storicamente costituiscono il tratto saliente della socialità toscana e che attraverso questi progetti diventano protagonisti dello sforzo comune per rendere la nostra Regione più sicura. 

Alcuni esempi tra i progetti finanziati, scelti qui al solo scopo di mostrare la varietà territoriale e di obiettivi perseguiti, includono:

Il progetto "Presidi Positivi" del Comune di Firenze è costituito da quattro diversi interventi di rigenerazione urbana e da un quinto intervento trasversale di comunicazione, in risposta a precisi bisogni emersi dalla mappatura del territorio, portata avanti dal comune. Gli interventi del progetto comprendono una serie di iniziative, ideate e articolate sulle caratteristiche dei singoli territori e loro specifiche problematiche, quali ad esempio l’animazione di luoghi poco frequentati, la cura condivisa di spazi inutilizzati, l’attivazione di mediatori e facilitatori che interagiscano virtuosamente con i cittadini e in genere con le realtà che a diverso titolo insistono su una data porzione di territorio, per contrastare, in particolare, situazioni di degrado derivanti dal fenomeno della cosiddetta movida.

A Follonica, il progetto "Da spazio a luogo: studio, creatività e presidio attivo", si concentra sull'Area Ex Ilva, che per le sue caratteristiche di fragilità urbana e sociale è al centro di un intervento integrato volto a promuovere una rinnovata socialità di quartiere attraverso reti di comunità ed iniziative di animazione; nuove funzioni di spazi e immobili inutilizzati e/o sottoutilizzati attraverso interventi anche temporanei di sperimentazione di nuovi usi e funzioni; il sostegno alla cultura come componente essenziale della prevenzione del degrado urbano.

"Open Stianti – sicurezza in piazza" è invece il progetto del Comune di San Casciano in Val di Pesa, che interviene sull'ex sede delle Officine Grafiche Stianti oggi riqualificate con abitazioni e con l'area parcheggio più vicina al centro storico, che risulta sistematicamente sottoutilizzato dagli abitanti, a causa del generale senso di insicurezza percepito. Per rafforzare il senso di sicurezza generale dei cittadini e dei giovani nella fruizione dell’intera area, il progetto facilita un processo "prevenzione comunitaria" attraverso l'animazione dello spazio con il coinvolgimento di cittadini attivi e gruppi di giovani per realizzare eventi ed attività volti a migliorare la percezione dei luoghi e la conoscenza degli spazi. 

Foiano della Chiana promuove il progetto "Insieme a Foiano -INSI" che affronta la sfida del graduale deterioramento del tessuto sociale, un tempo favorito dalla ricchezza delle tante attività artigiani e lavorative, la cui sofferenza attuale sta lasciando spazio a fenomeni di microcriminalità diffusa e ad un progressvo spopolamento del paese. Qui come negli altri progetti, l'approccio prescelto é quello di intervenire sulle cause, creando occasioni per il rilancio dei vecchi mestieri, quali, la lavorazione della pelle, del ferro, del legno, il ricamo, la sartoria; coinvolgendo le scuole di tutti gli ordini e grado nella conoscenza del territorio, dalla storia alle opere d’arte presenti nel territorio; favorendo la fruizione consapevole dei giardini pubblici, curando il decoro urbano e organizzando iniziative di richiamo per incentivare i turisti e popolazione - bambini, famiglie, giovani e anziani - a vivere di più il centro storico.

 

Photo credit: Brett Sayles su Pexels.com

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LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI SULLE POLITICHE PER LA SICUREZZA INTEGRATA PER LA CREAZIONE DI FIGURE DI COORDINAMENTO

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos'è?

Il  Libro Bianco sulle Politiche Regionali di sicurezza urbana, sottolinea l'importanza della formazione degli operatori, con particolare riferimento alla necessità di rafforzare l’attività regionale per la formazione di personale dedicato al coordinamento delle politiche integrate di sicurezza urbana presso le amministrazioni comunali; altra raccomandazione  è quella relativa alla creazione, all'interno degli Enti Locali, di una figura che sia in grado di coordinare gruppi intersettoriali e multidisciplinari di lavoro interni ed esterni alla PA, con responsabilità complessive in ordine alla gestione delle politiche di sicurezza urbana.

La formazione in ambito di sicurezza è affrontata dalla Regione Toscana coerentemente con il quadro normativo vigente, nel rispetto delle competenze dei vari soggetti istituzionali che concorrono agli interventi finalizzati alla sicurezza della comunità, e secondo i principi dell'integrazione tra politiche di prevenzione e politiche di vigilanza e controllo.

Da queste considerazioni è stato disegnato e realizzato il corso di alta formazione sulle “Politiche per la sicurezza integrata”, organizzato dalla Regione Toscana e dalle Università di Firenze, Pisa e Siena. Punto di partenza è un approccio al concetto di sicurezza che ne riconosca le molteplici sfaccettature, capace di rendere conto della sua natura multidimensionale e mutevole nel corso del tempo. Si tratta, in altri termini, di una nozione di sicurezza che non rifugge ma mette al centro la sua complessità, e dunque richiama inevitabilmente il nesso di interdipendenza tra i processi di trasformazione economica e sociale, con il loro inevitabile retaggio di insicurezza e possibile disagio sociale e personale, e questioni legate all’andamento di fenomeni criminali, all’andamento dei mercati e della finanza pubblica, al progresso tecnologico, ai mutamenti demografici.

Dove è stato realizzato?

Il corso proposto si è svolto a Firenze, è in corso di svolgimento a Pisa e sarà bandito prossimamente a Siena. Le sedi sono state scelte per minimizzare le difficoltà logistiche della partecipazione di frequentanti e studenti da tutte le province della Toscana. La Regione interviene finanziariamente per garantire la partecipazione di 63 dipendenti degli enti locali toscani.

Come funziona?

Il primo modulo si concentra sulla dimensione politico-istituzionale, fornendo nozioni introduttive rispetto al concetto di sicurezza, nelle sue differenti possibili declinazioni, e concentrandosi poi sul tema sicurezza nel discorso pubblico e nel dibattito politico, sulle statistiche relative alla criminalità in Italia – con il loro effetto in termini di percezioni diffuse – per poi guardare agli assetti regolativi della sicurezza urbana e delle politiche per la sicurezza integrata, per fornire infine strumenti di comprensione degli assetti regolativi delle politiche per la gestione/contenimento dei flussi migratori, attraverso un focus particolare al ruolo degli enti locali.

Il secondo modulo affronta il tema delle politiche per la sicurezza, guardando quindi soprattutto alla risposta istituzionale. Dopo una necessaria introduzione all’analisi delle politiche pubbliche e degli strumenti di policy, ci si concentra sulle politiche per la sicurezza, analizzate nello loro diverse fasi, per poi volgere l’attenzione a strumenti, metodologie e indicatori che ne permettano una valutazione. Si affronta infine la dimensione “progettuale” delle politiche per la sicurezza, studiandone teorie e tecniche e fornendo un repertorio di casi di studio e di “buone pratiche” in materia.

Il terzo modulo si concentra invece sul ruolo di società civile e amministrazione pubblica. Dapprima sul ruolo dei movimenti sociali e della società civile nella percezione e “reazione” rispetto alle sfide e alla “domanda” di sicurezza, per poi guardare al tema dell’etica pubblica e del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata – con una particolare attenzione al caso toscano. Ci si volge poi alle “buone pratiche” sociali e politiche per una sicurezza partecipata, ponendo l’attenzione anche alle politiche di prevenzione della cattiva amministrazione.

Il quarto modulo fornisce infine, con un profilo più tecnico, strumenti di analisi relativi alla disponibilità di nuove “tecnologie” per la sicurezza, in termini di opportunità e limiti applicativi. Il “prisma” sicurezza, capace di riflettere immagini diverse a seconda della direzione del fascio di luce che lo attraversa, viene poi analizzato concentrandoci sulla dimensione urbanistica, sugli aspetti socio-economici (tramite l’individuazione e la lettura critica degli indicatori), ai luoghi di lavoro e al ruolo dei media – e sulle nuove tecnologie e social networks – nell’orientare sia il dibattito che le risposte istituzionale alle sfide della sicurezza.

I 20 relatori intervengono nel corso di seminari della durata di 4 ore ciascuno, per un totale di circa 90 ore complessive di lezione. Al termine del corso di alta formazione, viene rilasciato un attestato finale di partecipazione agli studenti che abbiano frequentato la quota minima di lezioni previste, svolto esercitazioni e project work, e superato la prova finale.

 

 

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Le buone pratiche di videosorveglianza: l’esperienza del territorio della provincia di Siena

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos’è? Il sistema di videosorveglianza attivo sul territorio della provincia di Siena è un modello ideato e implementato dal Consorzio Terrecablate.

Si tratta di una piattaforma di tipo orizzontale (o globale) che costituisce la struttura di base comune, che viene poi adeguata a ciascun Ente per ricavarne delle personalizzazioni/verticalizzazioni nei casi di specifica necessità.

Come funziona? La piattaforma si basa sulla rete di telecomunicazioni che il Consorzio Terrecablate ha reso disponibile sul territorio. La rete di telecomunicazioni è la componente abilitante del servizio, che permette il trasporto, oltre che di altri servizi, anche dei flussi video del sistema di videosorveglianza.

Il sistema di videosorveglianza utilizza una rete a banda ultra larga (rete BUL) divisa in una dorsale di trasporto (backbone) in fibra ottica e in uno strato più esterno e capillare (accesso), sempre in fibra ottica, che permette l’ingresso e la fruizione dei servizi di videosorveglianza presso i nodi secondari.

Sono elementi essenziali a garantire la sicurezza del sistema e la tutela della privacy:

  • l’isolamento della rete a garanzia della trasmissione dei dati derivanti dalla videosorveglianza
  • la gestione centralizzata delle videocamere presenti all’interno di un ente
  • la profilazione degli utenti a seconda del ruolo
  • il rispetto dei requisiti tecnici minimi che consentano la piena funzionalità dei sistemi.

 

Dove è stato realizzato? Il progetto è stato realizzato nel territorio della provincia di Siena e coinvolge tutti i Comuni ad essa afferenti. E’ a livello provinciale che si insediano sul territorio le forze dell’ordine, per questo si ritiene che per sistemi di videosorveglianza il territorio provinciale sia il livello ottimale di intervento.

Per saperne di più? 

Consorzio Terre Cablate

Pagina dedicata sul sito del Comune di Siena

Pagina dedicata sul sito della Prefettura Provincia di Siena 

Foto credit: Alessia Bruchi Fotografia per Siena Free Quotidiano Online.

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Polizia Municipale di prossimità: la Regione sostiene nuovi operatori sui territori più fragili

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)
Polizia Municipale di prossimità: la Regione sostiene nuovi operatori sui territori più fragili

Cos’è?

Il progetto regionale prevede che la Regione Toscana sostenga per  tre anni (2019 – 2021) il costo relativo al personale di polizia municipale destinato al servizio di polizia di prossimità in una serie di Comuni di media e grande dimensione in cui si registrano le maggiori criticità sul fronte della sicurezza.  

Come funziona? 

I comuni toscani destinatari degli interventi del Progetto sono stati individuati sulla base dei seguenti criteri:  

- i comuni sono ordinati in base al maggiore indice di delittuosità;

- l’indice di delittuosità è calcolato in riferimento ad una selezione di reati, effettuata in collaborazione con la Prefettura di Firenze, che ricomprende le fattispecie ritenute maggiormente incidenti sulla vivibilità e il degrado dei centri urbani; i reati sono considerati prendendo in esame un triennio in modo da ridurre la possibilità che il calcolo possa essere influenzato da eventuali accadimenti e situazioni contingenti, caratterizzanti un particolare anno;

- l’indice di delittuosità è calcolato inoltre prendendo a riferimento non la popolazione residente, ma la “popolazione equivalente”, dato che emerge dalla somma tra popolazione residente, saldo dei pendolari in uscita ed entrata dal comune e presenze turistiche su base giornaliera, fornendo in tale modo un dato che realisticamente contempera il mero dato dei residenti con il carico derivante da pendolari e turisti.

I delitti presi in considerazione per il calcolo degli indici di delittuosità sono i seguenti: 

- reati predatori

- reati connessi agli stupefacenti

- violenze sessuali

- minacce

- lesioni

- percosse

Gli operatori di polizia municipale destinati al Progetto saranno adeguatamente formati con uno specifico corso erogato dalla Scuola Interregionale di Polizia Locale, anch'esso finanziato dalla Regione Toscana. 

Dove viene realizzato? 

6 operatori al giorno  per 365 giorni/anno nei Comuni di: Viareggio, Pisa, Firenze, Massa, Prato, Livorno, Lucca, Pistoia, Grosseto, Arezzo.

4 operatori al giorno  per 365 giorni/anno nei Comnuni di: Campi Bisenzio, Pontedera, Sesto Fiorentino, Empoli, Piombino.

Per un totale di 80 operatori per 365 giorni/anno il cui costo è sostenuto dalla Regione Toscana.

 

Credit foto: Comando di Polizia Municipale di Sesto Fiorentino

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A Lucca controllo di vicinato e portale online rafforzano il senso di sicurezza degli abitanti

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos’è?

“Lucca Sicura” è un progetto che si inserisce nelle attività legate alla strategia Quartieri_Social, con l’obiettivo di accrescere le condizioni di sicurezza del territorio e di valorizzare la collaborazione tra Comune, Forze di Polizia Locale e cittadini. In linea con i principi del Libro Bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana, il fine è quello di incrementare quel senso di comunità e socialità capaci di incentivare azioni di aiuto e sostegno reciproco, necessarie a un’adeguata opera di sorveglianza spontanea e alla riappropriazione attiva dei quartieri da parte degli abitanti.

 

Come funziona?

Il progetto si articola in una serie di iniziative accomunate dall’intento di incidere sul senso di sicurezza reale e percepito degli abitanti:
- Controllo di vicinato: l’iniziativa coordinata dall’Associazione Controllo del Vicinato, con il coinvolgimento della Polizia Municipale, mira a costruire reti auto-organizzate di cittadini, che svolgono funzioni di controllo e protezione passiva nelle aree limitrofe alle proprie abitazioni. Nel quadro dell’azione è stata sviluppata l’App “Controllo del vicinato – casa sicura” e sono stati organizzati “I venerdì della sicurezza”, una serie di 4 incontri gestiti dall’associazione finalizzati a sensibilizzare i cittadini sui comportamenti che possono ridurre la loro vulnerabilità.
- Mai più insicuri: attivazione del portale web InAllerta, che prevede la partecipazione attiva dei cittadini per condividere, anche con l'ausilio di una mappa georeferenziata, segnalazioni e informazioni utili alla prevenzione in tema di sicurezza; i cittadini possono così tenersi informati su temi di sicurezza ed ordine pubblico.
- Coloriamo la paura: iniziativa di arte partecipata, volta a trasformare in un museo a cielo aperto alcune zone degradate del quartiere di San Vito. A questo si sono aggiunti piccoli interventi di riqualificazione urbana per rendere più fruibile e sicuro il quartiere.
Un aspetto peculiare del progetto è la capacità di unire azioni di partecipazione e coinvolgimento diretto dei cittadini sul territorio con strumenti tecnologici che permettono di stabilire una connessione anche virtuale e costante con le persone, fornendo un servizio e un contatto continuo che rassicura e accompagna i cittadini nelle attività quotidiane. 
Il progetto così strutturato ha rafforzato le opportunità di dialogo e collaborazione tra cittadini e istituzioni, e ha lavorato da un punto di vista di sicurezza integrata sul potenziamento delle reti e dei legami comunitari. Tra i risultati ottenuti vi sono l'aumento di attività svolte dai cittadini per favorire la sicurezza, l'incremento di attività di animazione sociale e partecipazione collettiva, la riappropriazione da parte dei residenti delle aree di aggregazione, e dunque la diminuzione dei fenomeni di delinquenza e micro-criminalità.

 

Dove è stato realizzato?

Il progetto è stato realizzato nel 2017 nel Comune di Lucca grazie al finanziamento di Regione Toscana. Il portale InAllerta, lanciato in via sperimentale sulla sola frazione di San Vito, è stato poi esteso e attivato su tutto il territorio del Comune.

 

Per saperne di più? 
Pagina dedicata sul sito del Comune di Lucca
Pagina Facebook “Lucca Sicura” 
Portale inAllerta 

 

Credit foto: www.intoscana.it

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#ToscanaSicura a Lucca il progetto per incentivare aiuto e sostegno reciproci

Approfondimenti

Uno spazio di socialità temporanea per rigenerare il Macrolotto Zero a Prato

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos’è?

Pop House fa parte di “Rigenerazione POP”, un progetto pilota in materia di sicurezza urbana integrata finanziato da Regione Toscana nel Comune di Prato. Nel cuore del Macrolotto Zero, quartiere ad alto numero di edifici industriali dismessi e caratterizzato da rilevanti problematiche sociali legate anche alle sfide dell’integrazione, l’intervento ha previsto l’apertura e coprogettazione con gli abitanti di uno spazio di socialità temporanea , attraverso la rigenerazione di un’area verde e la realizzazione di una struttura rimovibile che è stata teatro di eventi volti a favorire la partecipazione dal basso e il dialogo multiculturale. La creazione di un’area temporanea di presidio sociale nel quartiere ha facilitato le attività di dialogo e partecipazione che il Libro Bianco riconosce come una componente essenziale della sicurezza urbana. 


Come funziona?

L'area del Macrolotto Zero a Prato è stata scelta per sperimentare questo approccio alla sicurezza perché al cuore di un processo ambizioso di riqualificazione portato avanti nel quadro del Progetto di Innovazione Urbana PIU Prato. Il quartiere è il luogo di riferimento della seconda più grande comunità cinese d’Italia, ma è anche una zona della città caratterizzata da assenza di spazi pubblici e sfide importanti sul fronte dell’inclusione sociale delle molte comunità straniere che vi risiedono. 
Lo spazio pubblico scelto per la sperimentazione è stato aperto al pubblico ed è diventato uno spazio di socialità temporanea oggetto di un vero e proprio percorso partecipativo, denominato “ZenZero”, attraverso il quale abitanti e referenti delle diverse comunità hanno potuto disegnare insieme il giardino, le sue funzioni ed i suoi arredi, creando aggregazione, partecipazione e scambio e comunicando il senso di un ambiente attivo, coinvolgente e sicuro perché vissuto dalla comunità. 
La partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini sono stati affiancati dallo sguardo di esperti di spazio pubblico mediante il coinvolgimento di un gruppo di architetti che fanno parte di un’associazione culturale del territorio e che hanno disegnato e realizzato un vero e proprio “dispositivo urbano smontabile e itinerante” nella forma una struttura temporanea realizzata con tubi innocenti e materiale telato. 
L’obiettivo della struttura, oltre a garantire ombra e riparo, è quello di riuscire a catalizzare attorno a sé persone e attività, spostandosi di volta in volta, laddove ce ne sia voglia e necessità.  Questa caratteristica di flessibilità e itineranza permette di intervenire nei luoghi più critici e di garantire il coinvolgimento di persone diverse. 
La struttura, collocata in via sperimentale al centro dell’area verde, ha contribuito a rendere lo spazio recuperato un luogo di aggregazione e animazione sociale e culturale, ospitando attività di doposcuola, cinema all’aperto, aperitivo di quartiere, concerti e laboratori. 
Coinvolgere i cittadini e attivare la comunità nella riappropriazione di uno spazio fino a quel momento chiuso, ha permesso di creare aggregazione sul territorio, favorire l’incontro e lo scambio tra i cittadini, le diverse culture e le diverse generazioni, andando a diminuire il senso di diffidenza e paura che portano alla percezione di insicurezza. La riqualificazione dello spazio ha inoltre permesso di rendere l’ambiente più decoroso e vivibile, permettendo agli abitanti di fruirne liberamente.


Dove è stato realizzato? 

Il progetto è stato realizzato nel Macrolotto Zero del Comune di Prato, nel cuore del quartiere più multiculturale della città. L’intervento è stato ideato fin da subito quale misura da replicare dopo la sperimentazione in altri quartieri parimenti caratterizzati da elevata complessità sociale e culturale e da diffusi sentimenti di “perifericità”.

 

Per saperne di più? 
La sezione del sito della città di Prato 
Pagina del sito del collettivo di architetti che ha realizzato la struttura
Pagina Facebook del percorso partecipativo

 

Credit foto: © ECÒL 2019

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#ToscanaSicura a Prato la rigenerazione urbana e sociale è pop

Pop Up - come riaprire i fondi sfitti e creare presidio sociale e commerciale

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos’è?

Pop Up è un progetto che sfrutta la creatività e la collaborazione tra i diversi soggetti (istituzionali, economici, culturali e sociali) per innescare processi di rigenerazione urbana integrata in zone che manifestano segni di “fragilità” sotto diversi punti di vista in maniera coerente con le linee guida del Libro Bianco per la sicurezza urbana.
Il progetto usa strumenti innovativi per iniettare elementi di vitalità e presidio sociale in aree degradate e privi di spazi pubblici, creando le condizioni per una maggiore sicurezza urbana. 
In questo senso Pop Up si rivela un’utile strategia di contrasto alla percezione di insicurezza che spesso contraddistingue le nostre città o alcune loro porzioni a causa di fenomeni di progressivo abbandono e rarefazione delle reti socio-economiche un tempo attive. 


Come funziona?

Gli spazi commerciali sfitti in un’area particolarmente fragile dei centro storici o delle periferie urbane vengono riaperti con nuove attività che sono agevolate per i primi mesi di insediamento grazie ad un accordo tra Comune e proprietari. I fondi che vengono identificati con attività di ricognizione e mappatura, sono assegnati gratuitamente  ai migliori progetti di riuso selezionati tramite una selezione pubblica disegnata appositamente per l’iniziativa e basata su criteri di sostenibilità, qualità e innovazione.
Insieme alla riapertura degli spazi sfitti, il coinvolgimento del mondo associazionistico e delle categorie economiche permette l’animazione dello spazio pubblico circostante e la promozione delle nuove attività con iniziative ed eventi rivolti a tutta la cittadinanza e agli stessi animatori degli esercizi riaperti.
La dimensione collaborativa è centrale nel progetto Pop Up, che ha tra i suoi obiettivi la costruzione di “coalizioni” stabili di soggetti di natura diversa che possano collaborare anche dopo la conclusione del progetto per la costruzione e realizzazione di politiche di rigenerazione integrata. Per questo, nelle sue diverse fasi di implementazione, Pop Up mira al coinvolgimento di istituzioni locali, imprese, cittadini, categorie economiche, proprietari immobiliari, associazioni del territorio.
Il progetto Pop-up nei comuni in cui è stato realizzato ha permesso la riapertura di circa 114 spazi commerciali, una parte dei quali ospitano stabilmente attività e hanno creato le condizioni per altre aperture. La positiva sperimentazione a livello regionale del progetto Pop Up ha peraltro portato ad un aggiornamento del Codice del Commercio (Legge regionale 23 novembre 2018, n. 62 aggiornato al 19 aprile 2019) che nell'articolo 110 comma 4 lettera b prevede specifiche forme di semplificazione, incentivazione e sostegno a favore di iniziative che prevedano il riutilizzo di fondi a destinazione commerciale o artigianale rimasti vuoti, anche attraverso l'uso temporaneo di tali locali e la previsione di modalità di condivisione degli spazi tra più attività commerciali.
Il modello si presta alla replicazione in altre aree e città dove le PA siano fortemente motivate ad intervenire con un approccio collaborativo, con la volontà di farsi accompagnare da facilitatori esperti e al contempo di facilitare esse stesse lo sviluppo di iniziative nello spazio pubblico.


Dove è stato realizzato?

I Comuni in cui è stato  realizzato dal 2016 come progetto di sicurezza integrata sono ad oggi il Comune di Prato, Comune di Livorno, Comune di Montecatini, Comune di Grosseto, Comune di Rosignano. 
Per saperne di più? Pagine dedicate sul sito del Comune di Grosseto; Pagine dedicate sul sito del Comune di Prato

 

Credit foto: Marco Badiani.

Descrizione immagine
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2	DataVisualizzazione_Data = getterUtil.getString(DataVisualizzazione.getData())  
3	fileEntryLocalService = serviceLocator.findService("com.liferay.document.library.kernel.service.DLFileEntryLocalService") 
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6 
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28            <div class="rt-detail-source">(In collaborazione con <a title="Vai al sito di Toscana Notizie" aria-label="Vai al sito di Toscana Notizie" class="rt-detail-source__link" href="#">Toscana Notizie</a> - Agenzia di informazione della giunta regionale)</div> 
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79										fid = docDataJson.getString("classPK") 
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Contributi regionali per i comuni che vogliono realizzare progetti di presidio sociale e riqualificazione urbana

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Nel proseguire il suo impegno nel sostegno alla sperimentazione di pratiche locali innovative nell'ambito delle politiche di sicurezza, la Giunta Regionale ha approvato un avviso che permette ai comuni della Toscana di accedere a contributi per la realizzazione di progetti di presidio sociale e controllo del territorio e di rigenerazione e riqualificazione delle città. 

L'intento dell’avviso, in attuazione delle linee guida e delle indicazioni contenute nel Libro Bianco sulle Politiche di Sicurezza Urbana è quello di mettere in campo risposte locali efficaci per rafforzare il senso di sicurezza dei cittadini. 

A questo scopo, l’avviso sostiene azioni di rivitalizzazione e riqualificazione dei centri urbani attraverso la collaborazione e la partecipazione attiva di cittadini e terzo settore.

Riconoscendo la molteplicità dei fattori che determinano la sicurezza degli spazi pubblici, dopo una prima fase di sperimentazione che ha visto lo sviluppo sul territorio di una serie di buone pratiche regionali, questo avviso punta principalmente a sistematizzare quanto testato sul campo e ad ampliare il raggio di azione. 

In linea con i principi del Libro Bianco in materia di sicurezza integrata, gli interventi finanziabili per l’ambito presidio sociale dovranno prevedere azioni di rigenerazione e riqualificazione di spazi pubblici urbani mediante iniziative di animazione e di fruibilità degli spazi che coinvolgano attivamente la cittadinanza.

L’obiettivo è quello di valorizzare il ruolo del presidio sociale, culturale e commerciale attraverso la messa in campo di azioni finalizzate a promuovere una rinnovata socialità di quartiere in aree percepite come particolarmente fragili o insicure. Secondo questo approccio, i comuni hanno la possibilità di sviluppare progetti che investono sulle reti di comunità e su iniziative di animazione sociale, di sostenere e promuovere nuove funzioni di spazi e immobili inutilizzati (es. fondi sfitti) e/o sottoutilizzati attraverso interventi anche temporanei di sperimentazione di nuovi usi, di promuovere nuovi modelli di gestione degli spazi urbani che vedano il contributo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva. 

Con progetti di questo tipo, la collaborazione tra le diverse realtà del territorio, la partecipazione degli abitanti e l’interazione nello spazio urbano, diventano non soltanto un diritto inalienabile dei cittadini ma anche uno strumento prezioso per realizzare azioni di contrasto ai comportamenti devianti attraverso iniziative di presidio e animazione sociale.

Potranno presentare domanda di contributi comuni singoli e associati della Toscana. Il finanziamento regionale sarà ripartito sulla base della popolazione complessivamente interessata dall’intervento e potrà coprire fino a un massimo del 70% del costo totale del progetto.

Il Libro Bianco sulle Politiche Regionali di Sicurezza Urbana contiene le linee guida che i comuni possono prendere a riferimento per l'ideazione e la progettazione di questi interventi e per la loro concreta attuazione. Altro riferimento utile, oltre al libro e a questa piattaforma, sono le schede contenute nel documento Buone pratiche Toscane, che illustrano esempi virtuosi di progetti di questo tipo già attuati nel corso del primo gruppo di sperimentazioni.

La presentazione delle domande scade il 24 ottobre 2019 alle ore 13.

Credit foto: Fabrizio Bruno

La Regione Toscana investe nei sistemi di videosorveglianza

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

La Regione Toscana finanzia direttamente progetti di presidio e controllo presentati dagli Enti Locali in materia di videosorveglianza, visto come strumento di deterrenza e prevenzione della criminalità, nell’ambito di un approccio integrato alla sicurezza urbana.

Negli anni 2016 e nel 2017 la Regione Toscana ha emanato due Avvisi Pubblici per il finanziamento di progetti in materia di videosorveglianza. Tramite questi avvisi nel triennio 2016-2018 sono stati stanziati e assegnati 3.311.502,86 euro, per finanziare 172 progetti di videosorveglianza che hanno interessato 228 Comuni toscani.

Proseguendo su questa linea, la Regione ha attivato un ulteriore Avviso Pubblico finalizzato a sostenere interventi di installazione, implementazione e adeguamento dei sistemi di videosorveglianza, con priorità di finanziamento riconosciuta ai progetti che riguardano Comuni che non hanno beneficiato delle risorse dei precedenti Avvisi Pubblici regionali. Potranno presentare domanda di contributi comuni singoli e associati della Toscana. Il finanziamento regionale sarà ripartito sulla base della popolazione complessivamente interessata dall’intervento e potrà coprire fino a un massimo del 70% del costo totale del progetto

Nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra Regione Toscana e Anci Toscana, è stato inoltre redatto il documento “Buone prassi, linee guida e standard tecnici di riferimento per la videosorveglianza nei Comuni della Toscana”. Questo intende essere un supporto per la Regione e gli Enti locali nell’attuazione di politiche integrate per la sicurezza dei cittadini e nel rispetto dell’autonomia degli Enti locali, con l’obiettivo di guidare le amministrazioni alla realizzazione di sistemi integrati di videosorveglianza, al fine di rendere più efficace il controllo e la vigilanza del territorio anche attraverso la strumentazione tecnologica. Questo documento individua dunque gli standard minimi uniformi delle componenti tecniche e tecnologiche dei sistemi di videosorveglianza, al fine di garantire la necessaria elasticità e adattabilità della tecnologia ai diversi contesti territoriali. 

Accanto alla videosorveglianza “tradizionale”, Regione Toscana sta predisponendo, in collaborazione con Anci Toscana, Università di Firenze e Consiglio Nazionale delle Ricerche, alcuni progetti che mirano a sviluppare sistemi avanzati di alert e sorveglianza, nell’ottica della partecipazione ad una prossima call del programma europeo Horizon 2020.

La presentazione delle domande scade il 24 ottobre 2019 alle ore 13.

 

Credit foto: PhotoMIX Ltd. from Pexels

In Toscana una legge permette di rigenerare il patrimonio pubblico anche grazie alla collaborazione con il terzo settore

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Il 17 aprile 2019 è stata approvata la legge regionale n.21/2019 sugli interventi di valorizzazione del patrimonio regionale, che modifica la l.r. 77/2004 (legge forestale) e amplia la disciplina del settore, adeguandola ai più recenti sviluppi del mercato immobiliare, ma soprattutto pone l’attenzione sulla rigenerazione degli spazi attraverso il coinvolgimento del terzo settore. La nuova legge costituisce un passo molto importante verso la valorizzazione dei beni della Regione in un’ottica di riqualificazione del territorio e di rigenerazione urbana e di conseguenza anche di sicurezza urbana. La cura degli spazi pubblici e il recupero dei contenitori dismessi rappresenta, infatti, l’attuazione di uno dei principi cardine del Libro Bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana. Il coinvolgimento diretto del terzo settore risulta inoltre di fondamentale importanza per riconoscere il ruolo dell’attivismo civico nelle azioni di rigenerazione urbana e nel presidio sociale come raccomandato nello stesso Libro Bianco. 

Cosa prevede la legge? In primo piano vi sono gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare: la Regione recepisce l’esigenza di affidare i propri spazi inutilizzati in concessione di valorizzazione per un periodo congruo al raggiungimento dell’equilibrio economico dell’iniziativa (comunque non superiore ai 50 anni). Inoltre, la Regione promuove l’utilizzo per finalità di pubblico interesse dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

La Regione promuoverà mediante accordi tra amministrazioni, l’utilizzo per finalità di pubblico interesse da parte di soggetti del terzo settore, di immobili degli enti locali nell'ambito e nel rispetto dei loro ordinamenti. In particolare, con riguardo ai soggetti del terzo settore e relativamente alla valorizzazione dei beni immobiliari regionali, si applicheranno condizioni di assegnazione più favorevoli, potendo realizzare anche in forma di autorecupero i lavori necessari.

 

Credit foto: www.investintuscany.com

La Regione Toscana nel progetto europeo Partnership for Security in Public Spaces

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

La Regione Toscana è partner del progetto Partnership for Security in Public Spaces, un partenariato Europeo che in linea con le disposizioni del Libro Bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana, guarda alla sicurezza in maniera integrata, per rispondere ad alcuni obiettivi e sfide chiave: preservare l'apertura delle città europee; garantire la convergenza delle politiche di sicurezza urbana nel rispetto delle differenze nelle città; migliorare la sensazione di sicurezza della popolazione dell'UE; migliorare l'uso di tecnologie intelligenti e sicure per proteggere le città.
Il progetto si muove dal presupposto che la protezione dei centri urbani ed il raggiungimento del giusto equilibrio tra sicurezza ed estetica dell'ambiente urbano, pongono sfide impegnative ai pianificatori urbani e ai funzionari della sicurezza. Per questo, l’Orientation Paper della Partnership delinea tre priorità concrete, che sono in sinergia con i principi del Libro Bianco, in particolare per quanto riguarda le azioni di controllo del territorio, la progettazione e riqualificazione degli spazi pubblici e l’utilizzo di tecnologie per il presidio. Le priorità del progetto sono:
- Pianificazione e progettazione urbana "per creare città più sicure":
- Tecnologie per città intelligenti e sicure;
- Gestione della sicurezza e condivisione dello spazio pubblico. 
La Toscana, insieme a stati Europei, città metropolitane e regioni, oltre che a organismi quali l’European Forum for Urban Security e UN Habitat e regioni, investe nel partenariato del progetto per condividere buone pratiche e l’approccio integrato del Libro bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana. Il Terzo incontro del partenariato, che si è tenuto a giugno 2019 a Firenze, ha permesso di armonizzare obiettivi e azioni, illustrare le esigenze di sicurezza a livello locale sui temi prioritari del progetto e presentare opportunità di finanziamento sul tema per le aree urbane.
La Regione Toscana, che ha ospitato l’incontro, ha potuto condividere il proprio approccio con una visita in loco presso l'associazione culturale [chì-na] nel cuore del Macrolotto Zero a Prato, con la presentazione di progetti come Pop Up (link BN_Presidio01) e del Libro bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana. L’assessore regionale Vittorio Bugli ha sottolineato l'importanza di questi momenti di scambio e confronto in cui poter mettere in rete pratiche e politiche da tutta Europa. 
Il prossimo continuerà a sviluppare azioni e incontri ( il prossimo è previsto per ottobre 2019 a Bruxelles) per approfondire le politiche di sicurezza urbana e definire linee guida per una migliore regolamentazione delle sue norme negli spazi pubblici Europei.  
Per saperne di più:
https://ec.europa.eu/futurium/en/security-public-spaces/about

 

Credit foto: Leah Kelley from Pexels

A Firenze sono aperte le iscrizioni al Corso di Alta Formazione in Politiche per la sicurezza integrata

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

A partire dal 26 novembre 2019, e fino al 17 dicembre 2019, sono aperte le iscrizioni al "Corso di Alta Formazione in Politiche per la sicurezza integrata" che si svolgerà presso l'Università di Firenze con inizio delle lezioni previsto per il 9 gennaio 2020.

Il corso, promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con le Università di Firenze, Pisa e Siena e il FISU - Forum italiano per la sicurezza urbana, è stato avviato con una prima edizione presso l'Università di Pisa;  dopo l'edizione fiorentina, seguirà una ulteriore edizione presso l' Università di Siena.

Il Piano didattico prevede quattro distinti moduli interdisciplinari, che affrontano il tema sicurezza da varie prospettive e secondo vari profili. L'obiettivo è quello di rafforzare le competenze specifiche in materia di coordinamento e gestione delle politiche di sicurezza, promuovendo la trasmissione di competenze teoriche e operative utili alla formazione delle molteplici figure che all’interno degli enti pubblici e privati svolgono funzioni che si intrecciano con questo tema, nelle sue diverse declinazioni.

Il corso è prioritariamente rivolto ai dipendenti degli enti locali della Toscana; per favorirne la partecipazione, la Regione Toscana sostiene il costo della quota di iscrizione di dipendenti di enti locali toscani fino a un massimo di 21 quote per ciascuna delle tre edizioni. Sul presente bando è favorita la presenza di dipendenti degli enti locali ubicati nei territori provinciali di  Firenze, Prato e Pistoia. Oltre alle 21 iscrizioni sostenute da parte della Regione Toscana saranno accettate le iscrizioni da parte di dipendenti di altri enti, di dipendenti di enti locali non toscani, nonché di studenti ordinari (professionisti ed esperti del settore; studenti iscritti ai corsi di laurea afferenti alle Università proponenti), fino a un massimo di 35 posti complessivi.

L’iscrizione avviene esclusivamente tramite l’invio del modulo di iscrizione, in formato pdf, a mezzo posta elettronica all’indirizzo segr-dip@dsps.unifi.it, unitamente alla copia di un documento di identità in corso di validità.

Il Bando è pubblicato sul sito internet del dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Firenze all'indirizzo:  https://www.dsps.unifi.it/vp-23-formazione-e-aggiornamento.html