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Libro bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana-

Dall’inizio di questa legislatura, la Regione Toscana dedica grande attenzione alle tematiche della sicurezza urbana.

Il Libro Bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana è l’esito di un articolato processo di ricognizione, sperimentazione, ascolto e confronto sulle attività a supporto della sicurezza dei cittadini e delle comunità locali.

Il Libro Bianco dettaglia gli ambiti di intervento di un approccio integrato al tema della sicurezza urbana, che includono gli strumenti di controllo del territorio, le azioni per la riqualificazione urbana e le azioni per il presidio sociale, culturale e commerciale. Per ciascun ambito, sono evidenziati gli obiettivi, le criticità e le raccomandazioni per rispondere in modo efficace al bisogno di sicurezza delle nostre città.

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Con il Patrocinio del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana

Le politiche di sicurezza integrata dalle pratiche alla nuova agenda - Presentazione del numero 2/20 della rivista SINAPPSI

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Le politiche di sicurezza integrata - Presentazione del numero 2/20 della rivista SINAPPSI

Venerdì 23 ottobre 2020 ore 15,30 Firenze, Salone Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa

A seguito delle recenti disposizioni dettate dal DPCM del 18 ottobre 2020, la Presidenza del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana ha ritenuto utile tenere in modalità ESCLUSIVAMENTE on line l'appuntamento, mantenendo ovviamente invariate data e orario.

A tal proposito, è stato generato un evento su Microsoft Teams raggiungibile da questo link https://bit.ly/3omieMG

 

Si terrà venerdì 23 ottobre 2020 alle ore 15,30 nel Salone Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa a Firenze la presentazione pubblica del numero 2/2020 di SINAPPSI, rivista scientifica dell’Inapp – Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, completamente dedicato alle Politiche di Sicurezza Integrata. Il volume approfondisce il tema anche alla luce delle criticità derivanti dall' emergenza sanitaria in corso: dal rapporto tra politica e sicurezza ai rischi per la democrazia nel difficile equilibrio tra sicurezza e libertà, dalle politiche urbanistiche all'amministrazione virtuosa del bene pubblico per rispondere alla domanda di tutela non solo dell'integrità della persona, ma anche dei diritti garantiti dalla Costituzione.

La pubblicazione nasce dal percorso di alta formazione “Politiche per la sicurezza integrata” promosso da Regione Toscana in collaborazione con il Forum Italiano per la Sicurezza Urbana e le Università di Pisa, Siena e Firenze e realizzato nelle tre università.

L’appuntamento prevede a seguito dei saluti istituzionali una tavola rotonda dal titolo “Le politiche di Sicurezza integrata: dalle pratiche alla nuova agenda" a cui parteciperanno i Professori Andrea Lippi e Franco Cazzola dell’Università di Firenze, Alberto Vannucci dell’Università di Pisa e Luca Verzichelli dell'Università di Siena.

 

 

Materiali

Guida alla discussione introduttiva del percorso di ascolto e confronto Toscana Sicura [ 460KB - pdf ] Sperimentazioni territoriali e buone pratiche Toscane [ 2.1MB - pdf ] ENGLISH VERSION Toscana, Libro bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana.pdf [ 4.3MB - pdf ] Libro bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana [ 4.3MB - pdf ]
Relazione sulle attività svolte dalla Giunta regionale in materia di legalità e sicurezza - 2018-2020.pdf [ 7MB - pdf ] Rapporto sulla delittuosità e sulla percezione della sicurezza in Toscana - anno 2019 [ 2MB - pdf ] Sintesi del Secondo Rapporto su criminalità e corruzione-anno 2017.pdf [ 3.1MB - pdf ] Primo Rapporto su criminalità e Corruzione -anno 2016.pdf [ 9.3MB - pdf ] Regione Toscana, Relazione sulle attività svolte dalla giunta regionale in materia di legalità e sicurezza, 2015-2017.pdf [ 7.5MB - pdf ] I.S.T.A.T., Report - La percezione della sicurezza - anni 2015-2016 - Pubblicato il 22 giugno 2018.pdf [ 1.2MB - pdf ] Censis, 1° rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia del Censis, giugno 2018.pdf [ 688KB - pdf ] Demos & pi, Osservatorio Europeo sulla sicurezza per Fondazione Unipolis XI Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa - Febbraio 2019.pdf [ 2.4MB - pdf ]
Lombardia l.r. 6-2015 Disciplina regionale dei servizi di polizia locale e promozione di politiche integrate di sicurezza urbana.pdf [ 53KB - pdf ] Liguria l.r. 31-2008 Disciplina in materia di polizia locale.pdf [ 71KB - pdf ] Liguria l.r. 28-2004 Interventi regionali per la promozione di sistemi integrati di sicurezza.pdf [ 71KB - pdf ] Emilia Romagna l.r. 24-2003 Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza.pdf [ 121KB - pdf ] Scheda introduttiva sulla proposta di riforma in materia di polizia locale [ 114KB - pdf ] Toscana, l.r. 11-2020.pdf [ 163KB - pdf ]
D.L. 14-2017 Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città.pdf [ 159KB - pdf ] L. 65-1986 Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale.pdf [ 11KB - pdf ]
Infografiche degli investimenti della regione Toscana in interventi di sicurezza integrata [ 426KB - pdf ]
Regione Toscana e Università toscane - Abstract delle tesi del Master in Coordinamento delle Politiche per la sicurezza urbana a.a. 2009-2010.pdf [ 664KB - pdf ] Codice europeo di etica per la polizia, Raccomandazione (2001) 10 Adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.pdf [ 519KB - pdf ] Politecnico di Milano - IAU ile de France - Regione Emilia-Romagna, Manuale di Pianificazione - Disegno urbano - gestione degli spazi per la sicurezza, 2007.pdf [ 9.4MB - pdf ] Cittalia - Fondazione ANCI ricerche, Per una città sicura - dalle ordinanze agli strumenti di pianificazione e regolamentazione della convivenza cittadina, 2012.pdf [ 1.8MB - pdf ] Dalla (in)Sicurezza dei Luoghi alla Sicurezza dei Legami Atti della Conferenza Internazionale Mantova 2015.pdf [ 1.1MB - pdf ] Le nuove sfide della sicurezza urbana [ 312KB - pdf ] Brochure-RigenerazioneUrbana-A4B-2 ultime rev.pdf [ 5MB - pdf ]

Corso di alta formazione in politiche per la sicurezza integrata - edizione senese - iscrizioni fino al 15.09.2020

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Dopo le edizioni fiorentina e pisana, si aprono le iscrizioni all'edizione senese del "Corso di Alta Formazione in Politiche per la sicurezza integrata" organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con le Università di Pisa, Firenze, Siena e con il FISU - Forum Italiano per la sicurezza urbana.

Il Piano didattico prevede quattro distinti moduli interdisciplinari, che affrontano il tema sicurezza da varie prospettive e secondo vari profili. L'obiettivo è quello di rafforzare le competenze specifiche in materia di coordinamento e gestione delle politiche di sicurezza, promuovendo la trasmissione di competenze teoriche e operative utili alla formazione delle molteplici figure che all’interno degli enti pubblici e privati svolgono funzioni che si intrecciano con questo tema, nelle sue diverse declinazioni.

Il corso è prioritariamente rivolto ai dipendenti degli enti locali della Toscana; per favorirne la partecipazione, la Regione Toscana sostiene per l'edizione senese il costo della quota di iscrizione di dipendenti di enti locali toscani fino a un massimo di 24 quote. Sul presente bando è favorita la presenza di dipendenti degli enti locali ubicati nei territori provinciali di Siena, Arezzo e Grosseto. Oltre alle iscrizioni sostenute da parte della Regione Toscana saranno accettate le iscrizioni da parte di dipendenti di altri enti, di dipendenti di enti locali non toscani, nonché di studenti ordinari (professionisti ed esperti del settore; studenti iscritti ai corsi di laurea afferenti alle Università proponenti) fino a un massimo di 35 posti complessivi.

Le iscrizioni a questa edizione del Corso sono aperte fino al 15 settembre 2020; le lezioni inizieranno il 24 settembre 2020. Sarà garantita l’erogazione di tutte le attività in modalità a distanza (streaming e registrazione) data la proroga delle misure restrittive seguite al DPCM 9 marzo 2020 c.d. “#Iorestoacasa”. Se vi saranno le condizioni, alcune attività potranno comunque essere offerte in aula. L’iscrizione avviene esclusivamente tramite l’invio del modulo di iscrizione, in formato pdf, a mezzo posta elettronica all’indirizzo bilancio@sp.unipi.it, unitamente alla copia di un documento d’identità in corso di validità.

La nuova legge Toscana in materia di sicurezza integrata e polizia locale

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)
Con la legge regionale 19 febbraio 2020 n. 11, "Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale. Modifiche alla l.r.22/2015" la Regione Toscana ha profondamente rinnovato la propria normativa in materia di sicurezza e di polizia locale, aggiornandola alla luce degli esiti normativi nazionali e adeguandola alle problematiche degli odierni scenari urbani.

Regione Toscana

Legge regionale 19 febbraio 2020, n. 11

Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale. Modifiche alla l.r. 22/2015.

Introduzione

La legge regionale 19 febbraio 2020, n. 11"Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale" costituisce il punto di arrivo di un processo di definizione di una "via toscana" ai temi della sicurezza. Il tema della sicurezza è spesso al centro del dibattito pubblico, anche a prescindere dai dati quantitativi sui reati, costantemente in calo da qualche anno. Il senso di fragilità e di maggiore esposizione all'insicurezza, collegato all'impoverimento delle condizioni di vita determinato dalla crisi economica, ma anche ad una minor coesione delle comunità locali, ha reso necessario un lavoro di identificazione delle cause di tale insicurezza e di quali possono essere i rimedi da porre in essere per affrontarle.

Il percorso intrapreso dalla Regione Toscana ha sempre assunto come principio di base la convinzione che le politiche di sicurezza debbano necessariamente caratterizzarsi come politiche integrate e tener conto di più dimensioni: il controllo del territorio, la prevenzione della criminalità, la qualità dello spazio urbano ma anche il presidio sociale, culturale e commerciale.

Il percorso ha portato, nell'autunno del 2018, all' adozione del "Libro Bianco sulle Politiche Regionali di Sicurezza Urbana", realizzato in collaborazione con Anci Toscana, documento che contiene le linee guida utili a indirizzare le politiche degli enti locali in materia di sicurezza; la presente legge, infine, rappresenta la cornice normativa regionale che racchiude la sintesi dei principi e dei valori che debbono caratterizzare l' approccio integrato alle politiche di sicurezza.

Dagli anni 2000 ad oggi

Le politiche della Regione Toscana si sono indirizzate in questo senso fin dagli inizi degli anni 2000, quando a seguito del varo del progetto speciale "Una Toscana più sicura" fu adottata la legge regionale n. 38 del 16.08.2001 "Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana", che inquadra la materia in un'ottica di integrazione e coordinamento tra competenze statali e regionali. In attuazione di quanto previsto dalla citata legge, la Regione ha promosso interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle comunità locali in un contesto di governance istituzionale costituito da una rete di soggetti che, ciascuno per la propria competenza, operano nell'ottica della sicurezza integrata.

Tra questi soggetti un ruolo di rilievo è svolto dalle polizie degli enti locali - comuni e province – chiamate a rispondere alla domanda di sicurezza che non si caratterizza solo in termini di ordine e sicurezza pubblica. Nell'ambito delle proprie politiche di sicurezza, la Regione Toscana si è occupata di questi operatori provvedendo a promuoverne e sostenerne la formazione e l'aggiornamento professionale ed emanando nel 2006, a rinnovamento della precedente disciplina risalente al 1989, la legge regionale n. 12 del 06.04.2006 "Norme in materia di polizia comunale e provinciale".

Nel frattempo, la tematica della sicurezza nella sua specifica accezione "urbana" ha acquistato un profilo di risalto sempre maggiore alla luce dei significativi cambiamenti che hanno interessato la complessa vita delle città e le problematiche, talvolta rilevanti, di convivenza sociale che vi si riscontrano; il legislatore nazionale è interventuo più volte in merito (decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica" (c.d. "pacchetto sicurezza"); decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” (c.d. Decreto Minniti), cui hanno fatto seguito le Linee generali per le politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata, sottoscritte in sede di Conferenza unificata nel gennaio 2018.

I citati sviluppi normativi, unitamente al mutare e al complicarsi degli scenari urbani con cui gli amministratori locali devono quotidianamente confrontarsi, hanno inciso in modo significativo sulle politiche pubbliche in materia di sicurezza, con importanti ricadute sulle autonomie locali e, in particolare, sull'attività delle polizie locali.

Tratti salienti della Legge regionale 19 febbraio 2020, n. 11

Pertanto, anche in relazione ai richiamati esiti legislativi, si è reputato necessario aggiornare la normativa regionale in materia di sicurezza e di polizia locale, adeguandola all'attuale contesto sociale e alle problematiche degli odierni scenari urbani.

La nuova legge toscana prevede la trattazione unitaria di quanto in precedenza separatamente disciplinato dalle leggi regionali n. 38/2001 "Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana" e n. 12/2006 "Norme in materia di polizia comunale e provinciale", al fine di conferire alla materia nel suo complesso una rinnovata cornice di omogeneità e coerenza, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza in relazione ai rapporti con gli enti locali, protagonisti delle politiche locali di sicurezza e dell’indirizzo e dell’azione delle rispettive strutture di polizia.

La legge regionale affronta, in sintesi, tre macrotematiche:

  • politiche di sicurezza riferite allo sviluppo dell'ordinata e civile convivenza della comunità regionale.

  • organizzazione e svolgimento delle funzioni di polizia locale

  • vivibilità delle città e fenomeni di degrado urbano - normativa quadro per i regolamenti degli enti locali.


Questi gli elementi di maggior rilievo della legge in ambito di politiche di sicurezza:

AZIONI INTEGRATE

Le politiche regionali sulla sicurezza, in coerenza con i principi del Libro Bianco, si attuano mediante azioni integrate che combinano interventi di natura preventiva, sanzionatori ed interventi che favoriscono la creazione di spazi urbani vivibili e di attività sociali e culturali tese a rafforzare la coesione delle comunità locali ed i legami tra i cittadini e gli spazi pubblici in cui vivono.

SICUREZZA INTEGRATA E URBANA

La Regione sviluppa le politiche della sicurezza in coerenza con il principio di sicurezza integrata in virtù del quale la sicurezza risulta dall'insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome e dagli enti locali nonché da altri soggetti istituzionali, finalizzati a concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali. In tale contesto la Regione tutela altresì la sicurezza urbana, definita come il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione, anche urbanistica, sociale e culturale, recupero delle aree o siti degradati, l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione.

ACCORDI E INTESE

La legge regionale innova la materia degli accordi e delle intese con gli organi dello stato e con gli enti locali, strumento fondamentale di realizzazione della sicurezza urbana integrata.

INTERVENTI FINANZIATI DALLA REGIONE

La Regione sostiene gli enti locali sul tema della sicurezza finanziando in particolare alcune tipologie di interventi, quali:

a) il rafforzamento della prevenzione sociale nei confronti delle aree e dei soggetti a rischio di esposizione ad attività criminose;

b) il rafforzamento della vigilanza e della presenza sul territorio degli operatori addetti alla prevenzione sociale e alla sicurezza

c) l'attivazione di strumenti tecnici specifici per la sorveglianza degli spazi pubblici

d) il potenziamento della polizia locale e la sua integrazione con le forze di polizia

e) lo sviluppo delle attività di prevenzione e di mediazione dei conflitti sociali e culturali e delle attività di reinserimento sociale;

f) la prevenzione e la riduzione dei danni derivanti da atti incivili;

g) l'assistenza e l'aiuto alle vittime dei reati

h) progetti di sicurezza partecipata

i) la riqualificazione e la manutenzione straordinaria dello spazio urbano;

l) la rivitalizzazione degli spazi commerciali intesa come strumento di sorveglianza naturale della città;

m) l’illuminazione e le tecnologie per la sorveglianza;

n) l’animazione dello spazio pubblico;

o) l’integrazione sociale e il contrasto delle discriminazioni.

PROGETTI SPECIALI

La legge prevede la possibilità di finanziare progetti speciali ovvero promossi dalla Regione al fine di rafforzare la prevenzione sociale in aree del territorio regionale caratterizzate da particolari situazioni di degrado socio economico, tenuto conto dell'indice di delittuosità del relativo territorio provinciale o comunale o del verificarsi di particolari eventi di conflitto sociale ovvero di rilevante esposizione ad attività criminose. Per l’attivazione dei progetti speciali e di controllo di vicinato viene riconosciuto un privilegio per le aree individuate dal comune ai sensi dell’articolo 110 del codice regionale del commercio.

SICUREZZA PARTECIPATA

La legge riconosce il ruolo che le comunità locali attive, coese, inclusive e solidali hanno per la sicurezza dei territori - promozione di iniziative di sicurezza partecipata realizzate tramite i gruppi di vicinato, gli assistenti civici o i gruppi di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla convivenza, il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti, l’integrazione e l’inclusione sociale.

FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA INTEGRATA

La Regione, dando seguito ad uno dei punti del Libro Bianco, assume il ruolo di promotrice di interventi formativi in materia di sicurezza integrata rivolti agli enti locali ed orientati in particolare alla creazione di figure di coordinamento di gruppi intersettoriali e multidisciplinari di lavoro, per favorire l’individuazione di soggetti responsabili della gestione delle politiche integrate di sicurezza urbana all’interno degli enti locali. Gli interventi favoriscono un approccio multidimensionale al concetto di sicurezza.

LINEE GUIDA IN MATERIA DI SICUREZZA

Ispirandosi al modello realizzato attraverso il Libro Bianco, la legge prevede la possibilità che la giunta adotti linee guida in materia di sicurezza quali strumenti di supporto ai comuni nell’identificazione di azioni che possono influenzare positivamente le politiche di sicurezza urbana oltre che indicazioni utili per gli uffici regionali.

CONFERENZA REGIONALE SULLA SICUREZZA URBANA INTEGRATA

Per sviluppare le intese politiche, aggiornare le linee guida e trattare i temi inerenti la sicurezza integrata, la legge prevede una conferenza presieduta dall'assessore alla sicurezza e composta dai sindaci dei comuni capoluogo e dai presidenti della Conferenza zonale dei sindaci.


Questi gli elementi di maggior rilievo della legge in ambito di polizia locale:

PRIVILEGIO DEI MODULI DI POLIZIA DI PROSSIMITÀ

Le strutture di polizia locale adottano prioritariamente moduli operativi di comunità mediante i quali il comune si avvicina ai cittadini, li incontra e li ascolta, rovesciando il rapporto tradizionale con le istituzioni. Questo avviene mediante attività di rilevazione e interpretazione dei problemi del territorio di riferimento, l'utilizzo di sensibilità e competenze comunicative nella relazione con i cittadini e nella gestione dei conflitti, la stretta relazione con le associazioni locali e la rete di servizi pubblici.

RAPPORTI CON VOLONTARIATO

Gli enti locali possono stipulare convenzioni con le associazioni di volontariato per realizzare collaborazioni tra queste ultime e le strutture di polizia locale rivolte a favorire l'educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità e alla mediazione sociale.

INCENTIVAZIONE DELLA GESTIONE ASSOCIATA DI POLIZIA MUNICIPALE

La legge contiene una dettagliata disciplina sull'esercizio associato delle funzioni di polizia municipale mediante unione di comuni o mediante convenzione; la ratio sottesa a questa previsione è che siano maggiormente funzionali gli assetti di uffici associati piuttosto che strutture di piccola e piccolissima dimensione.

NUCLEI SPECIALIZZATI

La Regione promuove e sostiene, in collaborazione con gli enti locali, la formazione specialistica di alcuni addetti o di alcuni corpi di polizia locale, al fine della formazione di nuclei specializzati che siano a disposizione di tutta la Regione, per specifiche materie fra le quali, a titolo esemplificativo, la sicurezza urbana, la vigilanza e controllo in materia edilizia, la vigilanza e controllo sul commercio, la tutela ambientale-ecologica, l’infortunistica stradale. La creazione di tali nuclei consente di mettere a disposizione dei comuni che ne siano sprovvisti le specifiche competenze presenti presso i comandi di maggiori dimensioni e con una organizzazione più articolata.

FORMAZIONE DELLA POLIZIA LOCALE

La Regione finanzia, mediante la Fondazione Scuola Interregionale di Polizia Locale, la formazione e dell'aggiornamento della polizia locale, con particolare riguardo alla prima formazione (formazione dei neo assunti)

CONFERENZA TECNICA REGIONALE SULLA POLIZIA LOCALE

Viene istituita la conferenza tecnica per rappresentare i comandi di polizia locali e fornire consulenza e proposte alla Giunta per le tematiche e problematiche in materia di polizia locale. Si tratta di un organismo mediante il quale la polizia locale partecipa alla formazione delle politiche di sicurezza.

CORPI DI POLIZIA MUNICIPALE

Sono dettagliatamente disciplinate le caratteristiche e gli standard in base ai quali la struttura di polizia municipale può qualificarsi come Corpo. I criteri proposti agevolano rispetto alla vigente normativa il riconoscimento dei Corpi, che risultano la modalità più funzionale di organizzazione della polizia locale e che, se incentivati, rappresentano un sicuro miglioramento e una qualificazione ulteriore delle strutture.

CORSO CONCORSO PER L'ACCESSO ALLA POLIZIA LOCALE

E' prevista la possibilità dell'effettuazione da parte della Regione, su richiesta degli enti locali interessati, del concorso unico e del corso-concorso per il reclutamento del personale di polizia locale.

GIORNATA DELLA POLIZIA LOCALE

Viene introdotta la giornata della polizia locale, istituita dalla Giunta regionale con proprio atto


Questi gli elementi di maggior rilievo della legge in ambito di contrasto ai fenomeni di degrado:

CONTRASTO AI FENOMENI DI DEGRADO DELLE CITTA'

Questa parte della legge prevede la possibilità per la giunta di approvare Linee Guida che determinino un quadro di riferimento per i regolamenti degli enti locali che vogliano affrontare il tema del contrasto al degrado nelle varie accezioni: igiene pubblica, quiete, attività produttive, definizione delle sanzioni e previsione del lavoro volontario di interesse pubblico come alternativa alla sanzione pecuniaria.

MEDIAZIONE SOCIALE

La Regione promuove la risoluzione bonaria dei conflitti piuttosto che agire unicamente in via sanzionatoria afflittiva. I comuni possono favorire e praticare, anche in forma associata, la mediazione sociale agevolando l’integrazione, la convivenza civile e la bonaria risoluzione dei conflitti insorti nelle materie oggetto della presente legge ponendo a disposizione dei cittadini specifico servizio svolto da proprio personale, anche appartenente alla polizia municipale, ovvero avvalendosi di soggetti esterni all’amministrazione comunale. La polizia locale può procedere sia d’ufficio che su istanza di parte e nell’ambito delle proprie competenze alla bonaria risoluzione di dissidi privati nell’ambito di applicazione dei regolamenti di polizia urbana.

LAVORO VOLONTARIO DI INTERESSE PUBBLICO

La legge individua un percorso alternativo nel caso dell’applicazione delle sanzioni, con l’introduzione del c.d. “lavoro volontario di interesse pubblico”, ovvero la sostituzione del provvedimento amministrativo applicativo della sanzione con lo svolgimento di una prestazione di lavoro di pubblico interesse commisurato all’entità della sanzione pecuniaria.

I regolamenti di polizia urbana prevedono casi, tipologie e durata di lavoro volontario d’interesse pubblico, commisurata alla gravità della violazione. L’obbligato può presentare domanda di lavoro volontario d’interesse pubblico entro il termine previsto per il pagamento in misura ridotta. Il dirigente o il responsabile della struttura competente e il soggetto obbligato sottoscrivono un accordo sostitutivo dell’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria concernente la prestazione, le modalità e la durata del lavoro, da svolgere anche presso le associazioni di volontariato.

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE PER LA VIVIBILITA' E LA SICUREZZA

I comuni valutano ogni intervento che incida sull’equilibrio funzionale delle città sia per le caratteristiche fisiche della struttura urbana che per gli aspetti sociali legati alla vivibilità e alla sicurezza, identificano nelle diverse aree urbane i fattori di degrado nonché gli ambiti di miglioramento da promuovere e sostenere mediante specifiche linee di azione; tengono inoltre conto della vulnerabilità di alcune fasce di popolazione, di luoghi frequentati temporaneamente nonché della sicurezza e accessibilità dei percorsi di accesso a strutture o servizi.

PARTECIPAZIONE

Il Comune può istituire la Conferenza permanente per la vivibilità cittadina, disciplinata dal regolamento di polizia urbana, quale organismo di partecipazione dei cittadini e delle realtà associative in tema di tutela della sicurezza e contrasto al degrado.

ToscanaSicura

AZIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA

PROGETTI INNOVATIVI DI RIGENERAZIONE URBANA E PRESIDIO SOCIALE PER LA SICUREZZA INTEGRATA

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos'è?

Per intervenire sulla problematica della sicurezza urbana la Regione Toscana ha scelto di sostenere un approccio integrato che tenesse conto della complessità dei fattori che determinano l’insicurezza dei cittadini. In quest’ottica un importante ambito di azione è stato rappresentato negli anni scorsi dalla promozione dei progetti "pilota" in materia di sicurezza integrata: nella convinzione che il degrado e le illegalità non si combattono soltanto con la videosorveglianza (uno strumento sicuramente utile, ma che non può diventare l'unica risposta fornita alla richiesta di maggior sicurezza avanzata dai cittadini), la Regione Toscana ha promosso e finanziato direttamente progetti speciali, a contenuto sperimentale, attinenti non tanto il presidio e il controllo del territorio, ma la rigenerazione e la riqualificazione dei quartieri degradati, allo scopo di restituirli alla fruizione attiva da parte della cittadinanza, cercando così da un lato di ridurre il rischio di esposizione di specifiche aree cittadine ai fenomeni di degrado e criminalità, dall'altro di limitare  il senso crescente di insicurezza percepito dai cittadini. Dalla fine del 2016 ad oggi, sono stati finanziati dodici progetti "pilota" in materia di sicurezza integrata nelle città in cui si sono evidenziati particolari problemi di sicurezza, per un totale di 1.096.620,00 euro. L'insieme delle sperimentazioni territoriali messe in campo è raccolta in una serie di schede di sintesi delle buone pratiche e un'esempio di dettaglio è il progetto Pop House realizzato nel Comune di Prato

I risultati delle sperimentazioni sono stati presi a modello per un apposito Avviso Pubblico che ha permesso, sul finire del 2019, il finanziamento di 22 progetti di rigenerazione urbana, finanziati con un totale di oltre 700.000,00 euro. 

Come funziona?

I 22 progetti finanziati sono fortemente incentrati sulla prevenzione dei fenomeni che possono ingenerare senso di insicurezza dei cittadini e se non opportunamente affrontati, esporre intere aree urbane al rischio criminalità. Progetti che affrontano le problematiche giovanili, lo spopolamento dei centri storici, il degrado di determinate aree, la fruizione degli spazi pubblici, e che spesso vedono il coinvolgimento attivo di tutte quelle realtà territoriali – volontariato, cooperative sociali, società sportive, associazioni culturali – che storicamente costituiscono il tratto saliente della socialità toscana e che attraverso questi progetti diventano protagonisti dello sforzo comune per rendere la nostra Regione più sicura. 

Alcuni esempi tra i progetti finanziati, scelti qui al solo scopo di mostrare la varietà territoriale e di obiettivi perseguiti, includono:

Il progetto "Presidi Positivi" del Comune di Firenze è costituito da quattro diversi interventi di rigenerazione urbana e da un quinto intervento trasversale di comunicazione, in risposta a precisi bisogni emersi dalla mappatura del territorio, portata avanti dal comune. Gli interventi del progetto comprendono una serie di iniziative, ideate e articolate sulle caratteristiche dei singoli territori e loro specifiche problematiche, quali ad esempio l’animazione di luoghi poco frequentati, la cura condivisa di spazi inutilizzati, l’attivazione di mediatori e facilitatori che interagiscano virtuosamente con i cittadini e in genere con le realtà che a diverso titolo insistono su una data porzione di territorio, per contrastare, in particolare, situazioni di degrado derivanti dal fenomeno della cosiddetta movida.

A Follonica, il progetto "Da spazio a luogo: studio, creatività e presidio attivo", si concentra sull'Area Ex Ilva, che per le sue caratteristiche di fragilità urbana e sociale è al centro di un intervento integrato volto a promuovere una rinnovata socialità di quartiere attraverso reti di comunità ed iniziative di animazione; nuove funzioni di spazi e immobili inutilizzati e/o sottoutilizzati attraverso interventi anche temporanei di sperimentazione di nuovi usi e funzioni; il sostegno alla cultura come componente essenziale della prevenzione del degrado urbano.

"Open Stianti – sicurezza in piazza" è invece il progetto del Comune di San Casciano in Val di Pesa, che interviene sull'ex sede delle Officine Grafiche Stianti oggi riqualificate con abitazioni e con l'area parcheggio più vicina al centro storico, che risulta sistematicamente sottoutilizzato dagli abitanti, a causa del generale senso di insicurezza percepito. Per rafforzare il senso di sicurezza generale dei cittadini e dei giovani nella fruizione dell’intera area, il progetto facilita un processo "prevenzione comunitaria" attraverso l'animazione dello spazio con il coinvolgimento di cittadini attivi e gruppi di giovani per realizzare eventi ed attività volti a migliorare la percezione dei luoghi e la conoscenza degli spazi. 

Foiano della Chiana promuove il progetto "Insieme a Foiano -INSI" che affronta la sfida del graduale deterioramento del tessuto sociale, un tempo favorito dalla ricchezza delle tante attività artigiani e lavorative, la cui sofferenza attuale sta lasciando spazio a fenomeni di microcriminalità diffusa e ad un progressvo spopolamento del paese. Qui come negli altri progetti, l'approccio prescelto é quello di intervenire sulle cause, creando occasioni per il rilancio dei vecchi mestieri, quali, la lavorazione della pelle, del ferro, del legno, il ricamo, la sartoria; coinvolgendo le scuole di tutti gli ordini e grado nella conoscenza del territorio, dalla storia alle opere d’arte presenti nel territorio; favorendo la fruizione consapevole dei giardini pubblici, curando il decoro urbano e organizzando iniziative di richiamo per incentivare i turisti e popolazione - bambini, famiglie, giovani e anziani - a vivere di più il centro storico.

 

Photo credit: Brett Sayles su Pexels.com

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LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI SULLE POLITICHE PER LA SICUREZZA INTEGRATA PER LA CREAZIONE DI FIGURE DI COORDINAMENTO

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos'è?

Il  Libro Bianco sulle Politiche Regionali di sicurezza urbana, sottolinea l'importanza della formazione degli operatori, con particolare riferimento alla necessità di rafforzare l’attività regionale per la formazione di personale dedicato al coordinamento delle politiche integrate di sicurezza urbana presso le amministrazioni comunali; altra raccomandazione  è quella relativa alla creazione, all'interno degli Enti Locali, di una figura che sia in grado di coordinare gruppi intersettoriali e multidisciplinari di lavoro interni ed esterni alla PA, con responsabilità complessive in ordine alla gestione delle politiche di sicurezza urbana.

La formazione in ambito di sicurezza è affrontata dalla Regione Toscana coerentemente con il quadro normativo vigente, nel rispetto delle competenze dei vari soggetti istituzionali che concorrono agli interventi finalizzati alla sicurezza della comunità, e secondo i principi dell'integrazione tra politiche di prevenzione e politiche di vigilanza e controllo.

Da queste considerazioni è stato disegnato e realizzato il corso di alta formazione sulle “Politiche per la sicurezza integrata”, organizzato dalla Regione Toscana e dalle Università di Firenze, Pisa e Siena. Punto di partenza è un approccio al concetto di sicurezza che ne riconosca le molteplici sfaccettature, capace di rendere conto della sua natura multidimensionale e mutevole nel corso del tempo. Si tratta, in altri termini, di una nozione di sicurezza che non rifugge ma mette al centro la sua complessità, e dunque richiama inevitabilmente il nesso di interdipendenza tra i processi di trasformazione economica e sociale, con il loro inevitabile retaggio di insicurezza e possibile disagio sociale e personale, e questioni legate all’andamento di fenomeni criminali, all’andamento dei mercati e della finanza pubblica, al progresso tecnologico, ai mutamenti demografici.

Dove è stato realizzato?

Il corso proposto si è svolto a Firenze, è in corso di svolgimento a Pisa e sarà bandito prossimamente a Siena. Le sedi sono state scelte per minimizzare le difficoltà logistiche della partecipazione di frequentanti e studenti da tutte le province della Toscana. La Regione interviene finanziariamente per garantire la partecipazione di 63 dipendenti degli enti locali toscani.

Come funziona?

Il primo modulo si concentra sulla dimensione politico-istituzionale, fornendo nozioni introduttive rispetto al concetto di sicurezza, nelle sue differenti possibili declinazioni, e concentrandosi poi sul tema sicurezza nel discorso pubblico e nel dibattito politico, sulle statistiche relative alla criminalità in Italia – con il loro effetto in termini di percezioni diffuse – per poi guardare agli assetti regolativi della sicurezza urbana e delle politiche per la sicurezza integrata, per fornire infine strumenti di comprensione degli assetti regolativi delle politiche per la gestione/contenimento dei flussi migratori, attraverso un focus particolare al ruolo degli enti locali.

Il secondo modulo affronta il tema delle politiche per la sicurezza, guardando quindi soprattutto alla risposta istituzionale. Dopo una necessaria introduzione all’analisi delle politiche pubbliche e degli strumenti di policy, ci si concentra sulle politiche per la sicurezza, analizzate nello loro diverse fasi, per poi volgere l’attenzione a strumenti, metodologie e indicatori che ne permettano una valutazione. Si affronta infine la dimensione “progettuale” delle politiche per la sicurezza, studiandone teorie e tecniche e fornendo un repertorio di casi di studio e di “buone pratiche” in materia.

Il terzo modulo si concentra invece sul ruolo di società civile e amministrazione pubblica. Dapprima sul ruolo dei movimenti sociali e della società civile nella percezione e “reazione” rispetto alle sfide e alla “domanda” di sicurezza, per poi guardare al tema dell’etica pubblica e del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata – con una particolare attenzione al caso toscano. Ci si volge poi alle “buone pratiche” sociali e politiche per una sicurezza partecipata, ponendo l’attenzione anche alle politiche di prevenzione della cattiva amministrazione.

Il quarto modulo fornisce infine, con un profilo più tecnico, strumenti di analisi relativi alla disponibilità di nuove “tecnologie” per la sicurezza, in termini di opportunità e limiti applicativi. Il “prisma” sicurezza, capace di riflettere immagini diverse a seconda della direzione del fascio di luce che lo attraversa, viene poi analizzato concentrandoci sulla dimensione urbanistica, sugli aspetti socio-economici (tramite l’individuazione e la lettura critica degli indicatori), ai luoghi di lavoro e al ruolo dei media – e sulle nuove tecnologie e social networks – nell’orientare sia il dibattito che le risposte istituzionale alle sfide della sicurezza.

I 20 relatori intervengono nel corso di seminari della durata di 4 ore ciascuno, per un totale di circa 90 ore complessive di lezione. Al termine del corso di alta formazione, viene rilasciato un attestato finale di partecipazione agli studenti che abbiano frequentato la quota minima di lezioni previste, svolto esercitazioni e project work, e superato la prova finale.

 

 

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Le buone pratiche di videosorveglianza: l’esperienza del territorio della provincia di Siena

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

Cos’è? Il sistema di videosorveglianza attivo sul territorio della provincia di Siena è un modello ideato e implementato dal Consorzio Terrecablate.

Si tratta di una piattaforma di tipo orizzontale (o globale) che costituisce la struttura di base comune, che viene poi adeguata a ciascun Ente per ricavarne delle personalizzazioni/verticalizzazioni nei casi di specifica necessità.

Come funziona? La piattaforma si basa sulla rete di telecomunicazioni che il Consorzio Terrecablate ha reso disponibile sul territorio. La rete di telecomunicazioni è la componente abilitante del servizio, che permette il trasporto, oltre che di altri servizi, anche dei flussi video del sistema di videosorveglianza.

Il sistema di videosorveglianza utilizza una rete a banda ultra larga (rete BUL) divisa in una dorsale di trasporto (backbone) in fibra ottica e in uno strato più esterno e capillare (accesso), sempre in fibra ottica, che permette l’ingresso e la fruizione dei servizi di videosorveglianza presso i nodi secondari.

Sono elementi essenziali a garantire la sicurezza del sistema e la tutela della privacy:

  • l’isolamento della rete a garanzia della trasmissione dei dati derivanti dalla videosorveglianza
  • la gestione centralizzata delle videocamere presenti all’interno di un ente
  • la profilazione degli utenti a seconda del ruolo
  • il rispetto dei requisiti tecnici minimi che consentano la piena funzionalità dei sistemi.

 

Dove è stato realizzato? Il progetto è stato realizzato nel territorio della provincia di Siena e coinvolge tutti i Comuni ad essa afferenti. E’ a livello provinciale che si insediano sul territorio le forze dell’ordine, per questo si ritiene che per sistemi di videosorveglianza il territorio provinciale sia il livello ottimale di intervento.

Per saperne di più? 

Consorzio Terre Cablate

Pagina dedicata sul sito del Comune di Siena

Pagina dedicata sul sito della Prefettura Provincia di Siena 

Foto credit: Alessia Bruchi Fotografia per Siena Free Quotidiano Online.

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Polizia Municipale di prossimità: la Regione sostiene nuovi operatori sui territori più fragili

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)
Polizia Municipale di prossimità: la Regione sostiene nuovi operatori sui territori più fragili

Cos’è?

Il progetto regionale prevede che la Regione Toscana sostenga per  tre anni (2019 – 2021) il costo relativo al personale di polizia municipale destinato al servizio di polizia di prossimità in una serie di Comuni di media e grande dimensione in cui si registrano le maggiori criticità sul fronte della sicurezza.  

Come funziona? 

I comuni toscani destinatari degli interventi del Progetto sono stati individuati sulla base dei seguenti criteri:  

- i comuni sono ordinati in base al maggiore indice di delittuosità;

- l’indice di delittuosità è calcolato in riferimento ad una selezione di reati, effettuata in collaborazione con la Prefettura di Firenze, che ricomprende le fattispecie ritenute maggiormente incidenti sulla vivibilità e il degrado dei centri urbani; i reati sono considerati prendendo in esame un triennio in modo da ridurre la possibilità che il calcolo possa essere influenzato da eventuali accadimenti e situazioni contingenti, caratterizzanti un particolare anno;

- l’indice di delittuosità è calcolato inoltre prendendo a riferimento non la popolazione residente, ma la “popolazione equivalente”, dato che emerge dalla somma tra popolazione residente, saldo dei pendolari in uscita ed entrata dal comune e presenze turistiche su base giornaliera, fornendo in tale modo un dato che realisticamente contempera il mero dato dei residenti con il carico derivante da pendolari e turisti.

I delitti presi in considerazione per il calcolo degli indici di delittuosità sono i seguenti: 

- reati predatori

- reati connessi agli stupefacenti

- violenze sessuali

- minacce

- lesioni

- percosse

Gli operatori di polizia municipale destinati al Progetto saranno adeguatamente formati con uno specifico corso erogato dalla Scuola Interregionale di Polizia Locale, anch'esso finanziato dalla Regione Toscana. 

Dove viene realizzato? 

6 operatori al giorno  per 365 giorni/anno nei Comuni di: Viareggio, Pisa, Firenze, Massa, Prato, Livorno, Lucca, Pistoia, Grosseto, Arezzo.

4 operatori al giorno  per 365 giorni/anno nei Comnuni di: Campi Bisenzio, Pontedera, Sesto Fiorentino, Empoli, Piombino.

Per un totale di 80 operatori per 365 giorni/anno il cui costo è sostenuto dalla Regione Toscana.

 

Credit foto: Comando di Polizia Municipale di Sesto Fiorentino

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