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Uno spazio di socialità temporanea per rigenerare il Macrolotto Zero a Prato

Uno spazio di socialità temporanea per rigenerare il Macrolotto Zero a Prato

Cos’è?

Pop House fa parte di “Rigenerazione POP”, un progetto pilota in materia di sicurezza urbana integrata finanziato da Regione Toscana nel Comune di Prato. Nel cuore del Macrolotto Zero, quartiere ad alto numero di edifici industriali dismessi e caratterizzato da rilevanti problematiche sociali legate anche alle sfide dell’integrazione, l’intervento ha previsto l’apertura e coprogettazione con gli abitanti di uno spazio di socialità temporanea , attraverso la rigenerazione di un’area verde e la realizzazione di una struttura rimovibile che è stata teatro di eventi volti a favorire la partecipazione dal basso e il dialogo multiculturale. La creazione di un’area temporanea di presidio sociale nel quartiere ha facilitato le attività di dialogo e partecipazione che il Libro Bianco riconosce come una componente essenziale della sicurezza urbana. 


Come funziona?

L'area del Macrolotto Zero a Prato è stata scelta per sperimentare questo approccio alla sicurezza perché al cuore di un processo ambizioso di riqualificazione portato avanti nel quadro del Progetto di Innovazione Urbana PIU Prato. Il quartiere è il luogo di riferimento della seconda più grande comunità cinese d’Italia, ma è anche una zona della città caratterizzata da assenza di spazi pubblici e sfide importanti sul fronte dell’inclusione sociale delle molte comunità straniere che vi risiedono. 
Lo spazio pubblico scelto per la sperimentazione è stato aperto al pubblico ed è diventato uno spazio di socialità temporanea oggetto di un vero e proprio percorso partecipativo, denominato “ZenZero”, attraverso il quale abitanti e referenti delle diverse comunità hanno potuto disegnare insieme il giardino, le sue funzioni ed i suoi arredi, creando aggregazione, partecipazione e scambio e comunicando il senso di un ambiente attivo, coinvolgente e sicuro perché vissuto dalla comunità. 
La partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini sono stati affiancati dallo sguardo di esperti di spazio pubblico mediante il coinvolgimento di un gruppo di architetti che fanno parte di un’associazione culturale del territorio e che hanno disegnato e realizzato un vero e proprio “dispositivo urbano smontabile e itinerante” nella forma una struttura temporanea realizzata con tubi innocenti e materiale telato. 
L’obiettivo della struttura, oltre a garantire ombra e riparo, è quello di riuscire a catalizzare attorno a sé persone e attività, spostandosi di volta in volta, laddove ce ne sia voglia e necessità.  Questa caratteristica di flessibilità e itineranza permette di intervenire nei luoghi più critici e di garantire il coinvolgimento di persone diverse. 
La struttura, collocata in via sperimentale al centro dell’area verde, ha contribuito a rendere lo spazio recuperato un luogo di aggregazione e animazione sociale e culturale, ospitando attività di doposcuola, cinema all’aperto, aperitivo di quartiere, concerti e laboratori. 
Coinvolgere i cittadini e attivare la comunità nella riappropriazione di uno spazio fino a quel momento chiuso, ha permesso di creare aggregazione sul territorio, favorire l’incontro e lo scambio tra i cittadini, le diverse culture e le diverse generazioni, andando a diminuire il senso di diffidenza e paura che portano alla percezione di insicurezza. La riqualificazione dello spazio ha inoltre permesso di rendere l’ambiente più decoroso e vivibile, permettendo agli abitanti di fruirne liberamente.


Dove è stato realizzato? 

Il progetto è stato realizzato nel Macrolotto Zero del Comune di Prato, nel cuore del quartiere più multiculturale della città. L’intervento è stato ideato fin da subito quale misura da replicare dopo la sperimentazione in altri quartieri parimenti caratterizzati da elevata complessità sociale e culturale e da diffusi sentimenti di “perifericità”.

 

Per saperne di più? 
La sezione del sito della città di Prato 
Pagina del sito del collettivo di architetti che ha realizzato la struttura
Pagina Facebook del percorso partecipativo

 

Credit foto: © ECÒL 2019

Ultimo aggiornamento: 04.10.2019
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